
Marie, il mio romanzo
La vita ti sorprende sempre
“In quel torrido pomeriggio di luglio Alessandro non avrebbe mai potuto immaginare che quella telefonata avrebbe sconvolto la sua vita e quella della sua compagna. Non avrebbe mai potuto immaginare che buona parte delle sue certezze sarebbero andate a farsi fottere. Non poteva immaginare che due occhi neri e profondi, che erano sempre stati presenti nella sua vita in una maniera latente, si sarebbero palesati e lo avrebbero rivoltato come un calzino”



“La ragazzina aveva profondi occhi scuri, occhi neri come pozzi cupi e senza fondo. Voragini infinite dove perdersi senza possibilità di ritrovarsi. Abissi imperscrutabili dove perdere coscienza di sé.
Profondità dove scrutare lo spazio infinito, senza capirne il senso e riconoscerlo nella struggente semplicità della bellezza di un tramonto.
Alessandro non fece caso a quegli occhi, al momento, ma il suo subconscio li vide e li nascose con cura in un angolo profondo dell’animo”

